Cultura



18 gen 10







7 gen 10

In giro ci saranno centinaia e centinaia di canzoni dedicate a New York, soffermiamoci su tre di queste.

If I can make it there,
I'll make it anywhere,
It's up to you, New York, New York.

La più famosa è sicuramente "New York, New York" cantata da Liza Minnelli e colonna sonora del film omonimo diretto da Scorsese. Oltre a quella della Minnelli esiste una versione di Frank Sinatra che aggiunge maggiore fascino alla canzone che addirittura è diventata nel 1985 inno ufficiale della città.

Some folks like to get away
Take a holiday from the neighbourhood
Hop a flight to Miami Beach
Or to Hollywood
But I'm taking a Greyhound
On the Hudson River Line
I'm in a New York state of mind

La seconda è "New York State of Mind" cantata da Billy Joel che è considerata a tutti gli effetti la canzone di New York, in contrapposizione con quella ufficiale di cui sopra. Joel (newyorchese del Bronx) scrive questa canzone nel 1976 dopo essere tornato da tre anni californiani ed esprime tutto il suo amore per la grande mela. Al momento la canzone non ebbe un grande successo, che arrivò dopo il settembre 2001 e secondo molti esprime il vero sentimento dei cittadini di New York.

Yeah I'm out that Brooklyn.
Now I'm down in Tribeca.
Right next to DeNiro
But I'll be hood forever
I'm the new Sinatra
And since I made it here
I can make it anywhere

Arriviamo ai giorni moderni con "Empire State of Mind" cantata da Jay Z con la collaborazione di Alicia Key.
Il rap da quattro minuti è un excursus su tutta la città, così come la vede Jay Z e i riferimenti presenti nella canzone sono ovviamente diversi rispetto a quelli delle due canzoni precedenti. Nonostante la difficoltà di compresione dovuta alla velocità di esecuzione il testo è molto bello ed anche in questo caso esprime, a uso modo, amore per la città.

Per me la canzone più bella è la terza, ma di poco su Billy Joel.
Per voi?
 







22 dic 09

Condor

Hanno chiuso Condor, il viaggio del mattino senza il loro podcast sarà più triste.







21 dic 09

Morgan Freeman

Via Blogadilla







2 dic 09

No, non parlo del lettore portatile di Amazon, ma della sua versione per pc e iPhone. Ieri sera ho scaricato i due programmi, uno (quello per pc) legalmente, l'altro un pò meno perchè è disponibile solo per utenti USA ;-)
Una volta installati, i programmi devono essere collegati al proprio account Amazon e da quel momento si possono comprare libri o abbonarsi a quotidiani e riviste direttamente dal sito scegliendo come modalità di consegna della merce uno dei dispositivi.
La trasmissione avviene via internet, un libro di 400 pagine senza immagini viene sui 300/400K, quindi download molto veloce. Una volta che il libro è su uno dei due dispositivi diventa automaticamente presente anche sull'altro.
Il vantaggio della versione per PC è di poter aggiungere note al libro, mentre in quella per iPhone la formattazione è perfetta perchè tutto il contenuto viene adattato allo schermo (in poche parole un libro passa da 400 a 7684 pagine).
La leggibilità su tutti e due i dispositivi è ottima, mi riservo un giudizio più appropriato dopo aver finito di leggere quanto comprato ieri.







29 apr 09

Metropolitana di Milano.
Dialogo tra due ragazzi, età presunta 18 anni.

A: "ad agosto vado in vacanza a Lignano Sabbiadoro con tre miei amici"
B: "bella li, dov’e'? in Emilia?"
A: "e cosa ne so io, mi portano"







14 apr 09

almost famousTutto nasce da una classifica dal sito di AOL, 77 Most Unforgettable Movie Songs. Mi getto avido, per vedere quanti film/canzoni conosco e arrivo al numero tre: Elton John, Tiny Dancer da Almost Famous; conosco la canzone, bella, ma non il film, guardo la clip e decido che devo vederlo.
Trovo il DVD non mi ricordo in quale negozio milanese e finalmente dopo qualche mese dall’acquisto riesco a vederlo, rigorosamente in inglese con sottotitoli (sempre in inglese).
Almost Famous, ambientato nel 1973/1974, e’ la storia di William Miller, sedicenne ragazzo innamorato del rock con madre insegnante perbenista e sorella che scappa di casa appena raggiunge i diciotto anni lasciandogli la sua collezione di vinili. William riesce ad ottenere di scrivere recensioni di dischi rock su Creem Magazine e ad imbucarsi nel backstage dei Black Sabbath dove incontra gli Stillwater gruppo rock di secondo piano.
Grazie ai suoi articoli per Creem, William ottiene un contratto da Rolling Stone per seguire gli Stillwater in tournee e strappato il permesso di mamma inizia la sua avventura nel mondo del rock. La prima conoscenza non è il gruppo, ma sono le groupie e Penny Lane leader incontrastata di queste ragazze che si dividono tra i gruppi per dare sostegno morale.
La tournee di William si prolunga oltre il previsto, tra la preoccupazione della madre e una nuova consapevolezza che arriva dalla visione di un mondo nuovo e diverso.
Sullo sfondo la scena rock dei primi anni ’70 negli States, droghe, alcool e tanta tanta musica.
Regista del film, che ottiene anche l’Oscar per la miglior sceneggiatura nel 2000, è Cameron Crowe che si ispira a se stesso, quando sedicenne entro’ nella redazione di Rolling Stones. Un film tutto da vedere e ascoltare.







25 mar 09

Grazie all’organizzazione della Snippettina Entertainment ieri sera teatro al Piccolo per vedere "Sotto paga, non si paga!" opera di Dario Fo rappresentata per la prima volta nel 1974. Fo ha mantenuto la regia e Antonio Catania e Marina Massironi hanno preso il suo posto e quello di Franca Rame sul palcoscenico raccontando di un "quasi esproprio proletario", ai danni di un supermercato, commesso dalla moglie di un operaio che fa della legalità un punto d’onore.

Tra gag, risate, battute e tanta satira l’opera fa molto riflettere sulle condizioni di un intero ceto sociale, sottopagato e/o precario, che deve combattere giornalmente una dura battaglia contro il costo della vita. La bravura di Fo e degli attori è stato adattare il pezzo ai giorni nostri calandolo nella realtà del dopo bufera economica con riferimenti puntuali senza mai perdere la linea originale.

Complimenti ai cinque attori che reggono la scena per due ore e al "maestro" che ieri compiva 83 anni con festeggiamento sul palco organizzato da Paolo Rossi (presentatosi come l’uomo della pizzakebabtorta) e pubblico invitato a mangiare la torta.







17 feb 09

Riapre il Beacon Theatre e Paul Simon invita un vecchio amico sul palco per cantare un successo di tanti anni fa.

Via Pozzo di Cabal







29 gen 09

 
clipped from www.repubblica.it

TREVISO – "Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dirle se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione". Sono parole shock quelle pronunciate, in un’intervista alla Tribuna di Treviso, da don Floriano Abrahamowicz, rappresentante dei lefebvriani di Treviso. Le dichiarazinoi del prelato – che rifiuta di definirsi antisemita – arrivano nel pieno della polemica sul negazionismo che alligna tra i lefebvriani, scoppiata dopo il perdono del Papa.
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