Politica



26 mar 10

Elezioni Regionali 2010

Piemonte: Bresso/Cota, ma di pochissimo chiunque vinca
Lombardia: Formigoni con il 53/55
Veneto: Zaia, sopra il 60
Liguria: Burlando con il 50/52
Emilia Romagna: Errani con il 55/57
Toscana: Rossi con il 55/57
Marche: Spacca con il 51/53
Umbria: Marini con il 51/53
Lazio: Bonino con il 48/50
Campania: Caldoro con il 48/50
Puglia: Vendola con il 45/47
Basilicata: De Filippo con il 50/52
Calabria: Scopelliti con il 50/52

Totale: 8-4 per il centro sinistra (Piemonte escluso)

Note metodologiche
Campione intervistato: 1
Fascia di età: 35-44 anni
Regione di provenienza: Nord Ovest
Sistema PENSO con tecnologia SCRIVO.







4 nov 09

A New York si è votato per l’elezione del Sindaco ed ha vinto, secondo pronostico, Michael Bloomberg, ma con un distacco dall’avversario democratico molto molto stretto. Il sindaco uscente ha portato a casa il 50,6% contro il 46% di Thompson; il distacco in valori assoluti è di 50 mila voti su un milione di votanti.

L’investimento di Bloomberg per la campagna elettorale è stato di 100 milioni di dollari, quindi un singolo voto è "costato" 180 dollari (250 secondo il NYT che stima a 140 i milioni spesi), mentre Thompson ha speso circa 15 dollari a voto. Gli osservatori di oltre oceano ritengono che questo risultato segni la fine della carriera politica di Bloomberg al di fuori della Grande Mela nonostante sia in possesso di un’ampia liquidità, necessaria e fondamentale per qualsiasi campagna elettorale. I Democratici non possono certo gioire per il risultato, ma intravedono della luce in fondo al tunnel soprattutto perchè questo sarà l’ultimo mandato per il Sindaco.

Ultima nota è il voto per il Presidente delle cinque municipalità in cui è divisa New York: 4-1 per i Democratici e solo Long Island ai Repubblicani. Se sommiamo i voti per i Presidenti otteniamo 685 mila schede per i candidati Democratici (contro i 500mila voti per il Sindaco) e 174mila per quelli Repubblicani (contro i 557mila per il Sindaco), alla faccia del voto disgiunto.

Per chiudere sono andate ai Democratici tutte e quattro le elezioni per altre cariche sempre all’interno della municipalità di New York.

 

New York Times







30 ott 09

Vent’anni fa Bush padre decise che non sarebbe stato più permesso fotografare le bare dei soldati americani che tornavano a casa dall’estero e mai senior andò ad accoglierne qualcuna. La stessa decisione fu portata avanti da Clinton e da Bush figlio. Le ragioni sono ovvie, meno si vede, meno domande si fanno.

Dal quell’editto presidenziale l’aeroporto militare di Dover diventò off limits per giornalisti e fotografi con l’idea che nascondendo le immagini si potessero minimizzare gli effetti dei caduti sull’opinione pubblica.

Poi è arrivato Barack Obama che ha subito tolto il divieto e ieri sera, dopo 21 anni, un Presidente degli Stati Uniti d’America è andato ad onorare una delle tante bare tornate dalle missioni all’estero. Un piccolo gesto, ma con un grande significato.

Obama Fallen Soldiers







28 ago 09

Chi sceglie le foto a Repubblica.it è un genio del male!

bossi_rep

Grazie per la segnalazione MauroC!







26 ago 09

"Prima della frontiera con la Libia li aspettano, tutti guardano giù dal camion, temono un posto di blocco, invece sono gli agenti locali dei mercanti, li guidano per una strada sicura e li portano nei rifugi, disperdendoli: parte ammassati in un capannone, parte nei casolari isolati, soprattutto le donne. Le fanno lavorare in casa e negli orti, cibo e acqua sono come in galera, il minimo indispensabile. Trattano male, fanno tutto quel che vogliono.
…..
Titti è più forte delle amiche. Quando Ester perde il bambino, è lei che getta tutto in mare, poi lava il vestito, e pulisce il gommone mentre tiene la mano all’amica, che dice basta, tutto è inutile, vado. Muore subito dopo, Titti non piange perché non ha più le forze, quando muore anche Luam due giorni dopo lei si lascia andare. Pensa solo più a morire, scuote la testa quando la donna con la Bibbia ripete quel che ha sentito da Yassief, ed ecco, noi stiamo morendo ma qualcuno arriverà. No, lei adesso rinuncia. Non pensa più all’Italia, non sa dov’è, non la vuole. Non ha più nessuna paura. Ripete a se stessa che dev’essere così in guerra, nelle carestie. Basta, vuoi finire, vuoi solo arrivare al fondo della fame, della sete, di questo esaurimento, non hai il coraggio o l’energia o la lucidità per buttarti e lasciarti andare, affondare sott’acqua e sparire, ma vuoi che sia finita."

Ezio Mauro, La Repubblica

Prendete il giusto tempo e andate a leggere il racconto di Mauro sul viaggio della morte di 78 disperati che hanno cercato di raggiungere l’Italia dalla Libia. Leggete dei poliziotti libici complici del traffico clandestino e pensate a Gheddafi che arriva a Roma e si prende un parco pubblico per piazzare la tenda, pensate al maxi accordo di risarcimento firmato dal governo nei confronti dei libici, pensate a Berlusconi che andrà ad omaggiarlo per ricordare quando fecero fuori il re per dare vita alla "repubblica islamica" e infine pensate alle frecce tricolori che voleranno leggere e felici sopra la festa.

I cinque sopravvissuti sono ufficialmente dei criminali, in quanto immigrati irregolari e iscritti nel registro degli indagati, ma non vi preoccupate perche’ daranno loro asilo politico come premio per la loro avventura.







15 lug 09

"AREZZONon fu volontario l’omicidio di Gabriele Sandri. Dopo 9 ore di camera di consiglio, la Corte d’assise d’Arezzo ha condannato a 6 anni l’agente della Polstrada Luigi Spaccarotella che l’11 novembre del 2007 uccise il tifoso della Lazio Gabriele Sandri nell’area di servizio Badia al Pino sulla A1. "Fu omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento", ha detto la giuria."

"MILANO - La decima sezione penale del tribunale di Milano ha condannato otto ex poliziotti a pene dagli 11 mesi agli 8 anni e 6 mesi di reclusione, nel processo a carico di 15 ex agenti del servizio volanti e del servizio scorte della Questura di Milano. Sette imputati invece sono stati assolti e un’altra persona è stata condannata. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, peculato, falso in atto pubblico, perquisizioni illegittime, furti, lesioni e rapina aggravata."

Nello stesso giorno abbiamo imparato che il furto è piu’ grave dell’omicidio e che un poliziotto può sparare su un assembramento di persone e cavarsela nel caso colpisca qualcuno.







14 lug 09

SCARICAILLOGOEPUBBLICALO







8 lug 09

salvini_cor
salvini_rep

 

Corriere e Repubblica ciurlano nel manico titolando che le dimissioni di Salvini siano dovute al video con coro da stadio, mentre il Matteo leghista ha solo scelto Bruxelles a Roma in quanto l’incarico di parlamentare europeo è incompatibile con quello italiano.

Quello che mi sorprende è come Repubblica prima abbia cercato lo scoop per poi NON mettere in evidenza che le dimissioni sono un atto dovuto per rispettare una scadenza.

Mah, a capirli questi giornali.

Ps: il titolo e’ vergognosamente copiato da Wittgenstein







2 lug 09

Vorrei fare il David Plouffe

Via Emmebi 







7 mag 09

Business e visioni, da Mattei a Marchionne
di Sandro Orlando

Andando verso Camerino lo scorso fine settimana abbiamo attraversato l’abitato di Matelica in provincia di Macerata. Questo grazioso paese marchigiano è stato a partire dal 1919 la residenza della famiglia Mattei, quella di Enrico per intenderci il Presidente dell’Eni perito nel 1962 in un ancora indecifrato incidente aereo.
Mattei è passato alla storia come l’uomo che osò sfidare le Sette Sorelle del settore petrolifero e che per questo, secondo non pochi, ne pagò le estreme conseguenze. Mattei è in realtà una figura complessa e non priva di grandi contraddizioni, prima tesserato al Partito Fascista, poi aderente al Partito Popolare, quindi tesserato alla Democrazia Cristiana.
E tuttavia egli fu convinto promotore di relazioni economiche e politiche con quel mondo così avverso nel primo dopoguerra alle nascenti democrazie dell’Europa Occidentale, mi riferisco innanzitutto ai suoi rapporti con l’Unione Sovietica e agli accordi commerciali che negli anni della sua presidenza vennero stipulati dall’Eni.

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