Musica



7 gen 10

In giro ci saranno centinaia e centinaia di canzoni dedicate a New York, soffermiamoci su tre di queste.

If I can make it there,
I'll make it anywhere,
It's up to you, New York, New York.

La più famosa è sicuramente "New York, New York" cantata da Liza Minnelli e colonna sonora del film omonimo diretto da Scorsese. Oltre a quella della Minnelli esiste una versione di Frank Sinatra che aggiunge maggiore fascino alla canzone che addirittura è diventata nel 1985 inno ufficiale della città.

Some folks like to get away
Take a holiday from the neighbourhood
Hop a flight to Miami Beach
Or to Hollywood
But I'm taking a Greyhound
On the Hudson River Line
I'm in a New York state of mind

La seconda è "New York State of Mind" cantata da Billy Joel che è considerata a tutti gli effetti la canzone di New York, in contrapposizione con quella ufficiale di cui sopra. Joel (newyorchese del Bronx) scrive questa canzone nel 1976 dopo essere tornato da tre anni californiani ed esprime tutto il suo amore per la grande mela. Al momento la canzone non ebbe un grande successo, che arrivò dopo il settembre 2001 e secondo molti esprime il vero sentimento dei cittadini di New York.

Yeah I'm out that Brooklyn.
Now I'm down in Tribeca.
Right next to DeNiro
But I'll be hood forever
I'm the new Sinatra
And since I made it here
I can make it anywhere

Arriviamo ai giorni moderni con "Empire State of Mind" cantata da Jay Z con la collaborazione di Alicia Key.
Il rap da quattro minuti è un excursus su tutta la città, così come la vede Jay Z e i riferimenti presenti nella canzone sono ovviamente diversi rispetto a quelli delle due canzoni precedenti. Nonostante la difficoltà di compresione dovuta alla velocità di esecuzione il testo è molto bello ed anche in questo caso esprime, a uso modo, amore per la città.

Per me la canzone più bella è la terza, ma di poco su Billy Joel.
Per voi?
 







14 apr 09

almost famousTutto nasce da una classifica dal sito di AOL, 77 Most Unforgettable Movie Songs. Mi getto avido, per vedere quanti film/canzoni conosco e arrivo al numero tre: Elton John, Tiny Dancer da Almost Famous; conosco la canzone, bella, ma non il film, guardo la clip e decido che devo vederlo.
Trovo il DVD non mi ricordo in quale negozio milanese e finalmente dopo qualche mese dall’acquisto riesco a vederlo, rigorosamente in inglese con sottotitoli (sempre in inglese).
Almost Famous, ambientato nel 1973/1974, e’ la storia di William Miller, sedicenne ragazzo innamorato del rock con madre insegnante perbenista e sorella che scappa di casa appena raggiunge i diciotto anni lasciandogli la sua collezione di vinili. William riesce ad ottenere di scrivere recensioni di dischi rock su Creem Magazine e ad imbucarsi nel backstage dei Black Sabbath dove incontra gli Stillwater gruppo rock di secondo piano.
Grazie ai suoi articoli per Creem, William ottiene un contratto da Rolling Stone per seguire gli Stillwater in tournee e strappato il permesso di mamma inizia la sua avventura nel mondo del rock. La prima conoscenza non è il gruppo, ma sono le groupie e Penny Lane leader incontrastata di queste ragazze che si dividono tra i gruppi per dare sostegno morale.
La tournee di William si prolunga oltre il previsto, tra la preoccupazione della madre e una nuova consapevolezza che arriva dalla visione di un mondo nuovo e diverso.
Sullo sfondo la scena rock dei primi anni ’70 negli States, droghe, alcool e tanta tanta musica.
Regista del film, che ottiene anche l’Oscar per la miglior sceneggiatura nel 2000, è Cameron Crowe che si ispira a se stesso, quando sedicenne entro’ nella redazione di Rolling Stones. Un film tutto da vedere e ascoltare.







17 feb 09

Riapre il Beacon Theatre e Paul Simon invita un vecchio amico sul palco per cantare un successo di tanti anni fa.

Via Pozzo di Cabal







9 ott 08


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Ecco il volume uno della Hooks Collection, buon ascolto!
Cliccate sulla cassettina e poi su Menu per l’elenco delle canzoni.







4 ott 07

Ieri sera leggendo questo post del Dedio (complimenti per il nuovo template!!) mi sono messo a pensare a come molte volte riesco a trovare canzoni che esprimono molto bene un pensiero o un sentimento.

Ecco l'ultima in playlist:

Sometimes in our lives, we all have pain, we all have sorrow.
But if we are wise, we know that there's always tomorrow.
Lean on me, when you're not strong and I'll be your friend.
I'll help you carry on, for it won't be long 'til I'm gonna need somebody
to lean on.
…..
If there is a load you have to bear that you can't carry.
I'm right up the road, I'll share your load if you just call me.

Bill Withers – Lean on me







4 mar 07

Ogni tanto anche a Sanremo vince una canzone che non è di “sanremo”.
Nel 2000/2001 ci fu la doppietta Avion Travel – Elisa per poi tornare alla normalità negli anni successivi.
Quest’anno ha vinto Simone Cristicchi con “Ti regalerò una rosa”, canzone che parla di malati psichici in maniera lieve, ma stupenda.
Da notare la clamorosa differenza tra la votazione della giuria di qualità e di quella demoscopica con il televoto da casa.
Se fosse stato per gli sms a 0.75 centesimi avrebbe stravinto Al Bano come ci racconta Repubblica.
Fatevi un giro dal mio opinionista/blogger preferito che inneggia al subcomandante Pippo Baudo :-)









18 gen 07








25 ott 06

Bruno Lauzi ci lascia, a portarlo via il morbo di Parkinson.
Leggete sul suo sito la “Lettera aperta a Mr. Parkinson” per capire che tipo di uomo fosse.

“Ritornerai
lo so ritornerai
e quando tu
sarai con me
ritroverai
tutte le cose che
tu non volevi
vedere intorno a te
e scoprirai
che nulla e’ cambiato
che sono restato
l’illuso di sempre”







20 ott 06

Il 17 ottobre un cancro ha portato via Andrea Parodi, cantante dei Tazenda.
Molti lo ricorderanno sul palco dell’Ariston di Sanremo insieme al suo gruppo e a Pierangelo Bertoli cantare “Spunta la luna dal monte (Disamparados)”.
Io lo ricordo nel bellissimo video de “Le danze del XX secolo”, una carrellata in immagini e musica del nostro secolo.

Ormai a questa candela resta poco da bruciare,
solo una piccola luce per un valzer da strisciare,
“pensi che staranno bene insieme in questa canzone
un computer americano e le launeddas di Muravera?”.
E’ la decima danza, la danza di fine secolo,
è il decimo messaggio: “Noi cresceremo”.







17 lug 06

C’è un programma imperdibile per chi è cresciuto negli eighties come me: Rio, la domenica dalle 22 alle 24 su Radio Deejay con Nicola Savino alla voce (e non solo).
“Cos’è Rio quindi? Un programma MUSICALE senza nostalgia che cerca di capire qualcosa di più sul decennio in cui la mia generazione si formava, senza rivoluzioni, senza barricate e forse senza ideali.
Gli 80 sono lontani, lontanissimi, superati, orrendi, fantastici !
L’inter vince i suoi ultimi due scudetti, il milan fa la serie b, Silvio Berlusconi è un costruttore edile che inizia con le tv locali e le radio sono agli inizi, roba da ragazzini.
Uno di quei ragazzini li ero io, e mi andava a vent’anni di distanza di chiudere per sempre i conti con quel periodo cercando di capire se fosse stato o meno un momento stimolante nella nostra storia.”

Sul sito potete ascoltare in streaming tutte le puntate andate in onda.